Tiroide e immunità: nuove prospettive grazie alla Micoterapia
La tiroide è una piccola ghiandola endocrina, ma il suo ruolo è fondamentale. Pur pesando appena una ventina di grammi, regola la produzione di energia di tutte le cellule del nostro organismo. È come la centrale elettrica di una città: quando funziona correttamente, ogni organo riceve l’energia necessaria per svolgere il proprio lavoro.
Dal corretto funzionamento della tiroide dipendono metabolismo, cuore, muscoli, cervello, temperatura corporea, peso, tono dell’umore e vitalità. In altre parole, influenza il modo in cui viviamo ogni giornata, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale.
Quando la tiroide è in salute lavora silenziosamente e quasi non ci accorgiamo della sua presenza. Quando invece si ammala, tutto l’organismo cambia ritmo: può rallentare progressivamente oppure accelerare in modo eccessivo, con ripercussioni su ogni aspetto della vita quotidiana.
Le due principali malattie della tiroide sono la tiroidite di Hashimoto, che porta all’ipotiroidismo, e il morbo di Basedow, che provoca l’ipertiroidismo. Apparentemente sono patologie opposte, ma condividono la stessa origine: un’alterazione del sistema immunitario.
Normalmente il sistema immunitario ci protegge riconoscendo e distruggendo virus, batteri e altri agenti estranei. Nelle malattie autoimmuni, invece, perde questa capacità di riconoscimento e finisce per attaccare cellule sane del nostro organismo. Nel caso della tiroide produce auto anticorpi che interferiscono con la normale produzione degli ormoni FT4 e FT3, alterandone profondamente il funzionamento.
Tiroidite di Hashimoto: quando il motore rallenta
La tiroidite di Hashimoto rappresenta la più frequente malattia autoimmune della tiroide. In questa condizione il sistema immunitario produce soprattutto due auto anticorpi, gli anti-TPO e gli anti-TG, che colpiscono progressivamente le cellule tiroidee e ne compromettono la capacità di produrre gli ormoni FT4 e FT3.
La conseguenza è l’ipotiroidismo, cioè una riduzione della produzione di energia da parte dell’intero organismo.
I sintomi compaiono lentamente e spesso vengono attribuiti allo stress o all’età. La persona si sente costantemente stanca, ha meno iniziativa, aumenta di peso pur mantenendo le stesse abitudini alimentari, soffre di ritenzione idrica e avverte un generale rallentamento delle proprie capacità fisiche e mentali.
È come se il motore interno dell’organismo perdesse progressivamente potenza. Ogni gesto richiede uno sforzo maggiore, il pensiero diventa meno rapido, il corpo appare più pesante e anche l’umore tende a spegnersi.
Il sonno non è più realmente ristoratore: si dorme molte ore, ma ci si sveglia già stanchi. Il metabolismo rallenta, i liquidi tendono a ristagnare e l’intero organismo entra in una condizione di risparmio energetico.
In realtà il problema non è la tiroide in sé, ma il sistema immunitario che continua ad aggredirla giorno dopo giorno. Più a lungo questa aggressione persiste, maggiore sarà la difficoltà della ghiandola nel produrre gli ormoni indispensabili per mantenere il corretto equilibrio dell’organismo.
Morbo di Basedow: quando il motore accelera troppo
Se nella tiroidite di Hashimoto il motore dell’organismo rallenta progressivamente, nel morbo di Basedow accade l’esatto contrario.
Anche in questo caso il sistema immunitario perde la capacità di riconoscere la tiroide come parte dell’organismo. Tuttavia produce un auto anticorpo diverso, l’Ab-anti-TSHR, che invece di ostacolare la funzione della ghiandola la stimola continuamente, inducendola a produrre quantità eccessive degli ormoni tiroidei FT4 e FT3.
Nasce così l’ipertiroidismo, una condizione nella quale tutto l’organismo è costretto a lavorare a un ritmo troppo elevato.
Il metabolismo accelera, il cuore batte più velocemente, aumenta il consumo di energia e la persona avverte una costante sensazione di agitazione. Compaiono nervosismo, irritabilità, insonnia, tremori, tachicardia e un progressivo dimagrimento, spesso nonostante un appetito conservato o addirittura aumentato.
È come guidare un’automobile con l’acceleratore costantemente premuto. Il motore continua a girare a un numero di giri troppo elevato, consumando energia senza mai concedersi una pausa. Anche la mente fatica a rallentare: i pensieri si susseguono rapidamente, il riposo diventa difficile e la stanchezza, paradossalmente, aumenta proprio perché l’organismo non riesce più a recuperare.
Nelle forme più avanzate può comparire anche l’esoftalmo, caratterizzato dalla protrusione dei bulbi oculari e, in alcuni casi, da visione doppia.
Anche nel morbo di Basedow, quindi, il vero problema non è la tiroide, ma il sistema immunitario che continua a inviarle uno stimolo errato, costringendola a funzionare oltre i propri limiti fisiologici.
Il ruolo della Micoterapia
Le malattie autoimmuni rappresentano un errore di riconoscimento del sistema immunitario.
In condizioni normali gli anticorpi vengono prodotti per difendere l’organismo da virus, batteri e altri agenti patogeni. Nelle malattie autoimmuni, invece, alcune cellule del sistema immunitario perdono la capacità di distinguere il “sé” dal “non sé” e iniziano a colpire tessuti perfettamente sani.
Nella tiroide questo errore si manifesta con la produzione di auto anticorpi che alterano il normale funzionamento della ghiandola.
Nella tiroidite di Hashimoto gli auto anticorpi anti-TPO e anti-TG riducono progressivamente la capacità della tiroide di produrre gli ormoni T4 e T3, favorendo l’ipotiroidismo.
Nel morbo di Basedow, invece, l’auto anticorpo Ab-anti-TSHR esercita un’azione opposta, stimolando eccessivamente la ghiandola e determinando l’ipertiroidismo.
Da oltre vent’anni la mia esperienza clinica con la Micoterapia mi ha permesso di osservare come alcuni Funghi Medicinali possano rappresentare un valido sostegno nel riequilibrio della risposta immunitaria.
In particolare, Shiitake, Reishi e Agaricus, associati a Rosa canina, fonte naturale di vitamina C che favorisce l’assorbimento ottimale dei principi attivi dei Funghi Medicinali, e al Magnesio Citrato, costituiscono un’integrazione che, nella mia esperienza clinica, può contribuire in modo significativo al miglioramento di entrambe le patologie.
L’obiettivo della Micoterapia non è sostituire la terapia farmacologica, ma favorire il progressivo riequilibrio del sistema immunitario, affinché riduca l’aggressione nei confronti della tiroide e permetta alla ghiandola di recuperare, quando possibile, la propria fisiologica funzione.
La Micoterapia integra la terapia farmacologica, non la sostituisce
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che la Micoterapia e la terapia farmacologica non sono in contrapposizione. Al contrario, possono collaborare efficacemente perché agiscono su aspetti diversi della malattia.
La terapia farmacologica controlla le conseguenze dell’alterata funzione tiroidea.
Nella tiroidite di Hashimoto, quando la ghiandola non è più in grado di produrre una quantità sufficiente di ormoni, viene prescritta la levotiroxina (Eutirox), che sostituisce gli ormoni mancanti e permette all’organismo di recuperare il normale metabolismo.
Nel morbo di Basedow, invece, vengono impiegati farmaci come il Tapazole, che riducono l’eccessiva produzione degli ormoni tiroidei e riportano progressivamente il metabolismo entro valori fisiologici.
Questi farmaci sono indispensabili perché controllano efficacemente i sintomi e proteggono l’organismo dalle conseguenze dell’ipo- o dell’ipertiroidismo.
La Micoterapia, invece, si propone un obiettivo differente: sostenere il riequilibrio del sistema immunitario, cioè del meccanismo che ha originato la malattia.
Nella mia esperienza clinica, l’associazione di Shiitake, Reishi e Agaricus può favorire una progressiva riduzione degli auto anticorpi responsabili dell’aggressione autoimmune.
Nella tiroidite di Hashimoto ciò riguarda gli auto anticorpi anti-TPO e anti-TG; nel morbo di Basedow l’auto anticorpo Ab-anti-TSHR.
Quando l’attività autoimmune si riduce in modo significativo, la tiroide può recuperare, almeno in parte e in alcuni casi completamente, la propria capacità di funzionare correttamente.
In queste situazioni, sempre sotto il controllo dell’endocrinologo e sulla base degli esami clinici e di laboratorio, la terapia farmacologica può essere progressivamente ridotta e, quando le condizioni lo consentono, anche sospesa.
Questo rappresenta il principio fondamentale della Micoterapia nelle malattie autoimmuni: non limitarsi a compensare la perdita di funzione della ghiandola, ma cercare di favorire il recupero del suo equilibrio fisiologico attraverso una migliore regolazione della risposta immunitaria.
Per questo motivo considero la Micoterapia una medicina di integrazione e non una medicina alternativa. Farmaci, Micoterapia, controlli specialistici e monitoraggio degli esami ematici non sono percorsi separati, ma strumenti che possono lavorare insieme con un obiettivo comune: il benessere della persona.
Alimentazione e stile di vita
Anche lo stile di vita può influenzare l’andamento delle malattie autoimmuni.
Nella mia esperienza clinica consiglio generalmente di limitare il consumo di glutine e latticini, poiché in alcune persone possono contribuire a mantenere uno stato infiammatorio e a interferire con il corretto equilibrio del sistema immunitario.
Un altro elemento spesso sottovalutato è lo stress cronico.
Lo stress non è la causa della malattia autoimmune, ma può rappresentare un importante fattore di mantenimento e aggravamento, alterando la regolazione del sistema immunitario e aumentando il carico funzionale dell’organismo.
Anche sotto questo aspetto la Micoterapia può offrire un ulteriore sostegno.
Il Reishi esercita prevalentemente un’azione rilassante, ansiolitica e moderatamente antidepressiva, favorendo il recupero dell’equilibrio emotivo.
L’Agaricus, invece, manifesta un’azione maggiormente orientata al miglioramento del tono dell’umore, mantenendo anche un discreto effetto ansiolitico.
Queste proprietà risultano particolarmente utili perché la serenità emotiva rappresenta una componente importante del percorso di riequilibrio dell’intero organismo.
Modalità di assunzione
Nella pratica clinica, sia nella tiroidite di Hashimoto sia nel morbo di Basedow, utilizzo generalmente l’associazione dei Funghi Medicinali Shiitake Plus, Reishi Plus e Agaricus Plus.
Lo schema più frequentemente impiegato prevede tre compresse al giorno di ciascun Fungo Medicinale, da assumere in un’unica somministrazione oppure suddivise tra colazione e cena.
L’integrazione viene completata con Rosa canina e Magnesio Citrato, generalmente alla dose di due compresse al giorno ciascuno.
I Funghi Medicinali possono essere assunti in qualsiasi momento della giornata.
Per ottenere il massimo sostegno immunitario preferisco utilizzare la Linea Plus, caratterizzata da una concentrazione più elevata di beta-glucani, i principali principi attivi responsabili dell’azione immuno modulante dei Funghi Medicinali.
Per una consulenza personalizzata potete telefonarmi dalle ore 10.00 alle ore 13.00 dal lun al ven al cel 335.5317593.
Buona lettura
Dr Walter Ardigò
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